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Sampdoria, Corradi: “Nessun caso Insigne sul rigore”

Sampdoria, Corradi: “Nessun caso Insigne sul rigore”

Bernardo Corradi spegne sul nascere le polemiche dopo il rigore sbagliato da Lauritsen contro la Sampdoria. “Tobias è il rigorista, non aveva mai sbagliato”.

Sampdoria, Palermo

Sampdoria, la spiegazione di Corradi e la gerarchia dei tiratori

All’indomani della sconfitta rimediata dalla Sampdoria, l’allenatore blucerchiato Bernardo Corradi è intervenuto per spegnere sul nascere le discussioni e i dubbi relativi all’errore dal dischetto commesso da Tobias Lauritsen. Il tiro dagli undici metri dell’attaccante, spedito ampiamente a lato rispetto allo specchio della porta, aveva sollevato perplessità tra tifosi e addetti ai lavori, con molti che si chiedevano per quale motivo non fosse stato Lorenzo Insigne a farsi carico della battuta.

Il tecnico ha fugato ogni ombra spiegando in maniera perentoria come l’esecuzione fosse affidata alla prima scelta stabilita all’interno delle gerarchie della squadra. Corradi ha ricordato come l’attaccante norvegese vanti una statistica impeccabile dal dischetto in tutta la sua carriera professionale, fattore che ha determinato la scelta senza creare alcun tipo di frizione o dualismo interno allo spogliatoio.

I paragoni dei tifosi e le dinamiche di spogliatoio

L’episodio ha inevitabilmente richiamato alla memoria degli appassionati e sui canali social un noto precedente della carriera di Lorenzo Insigne ai tempi del Pescara, quando la mancata battuta di un calcio di rigore poi fallito dal compagno di squadra Russo generò accese discussioni mediatiche.

La presa di posizione immediata da parte di mister Corradi ha voluto evitare il ripetersi di simili speculazioni, blindando il gruppo e ribadendo il pieno sostegno nei confronti di Lauritsen. La chiarezza delle dichiarazioni ufficiali conferma come le decisioni sui calci da fermo restino saldamente codificate prima delle partite, a prescindere dal nome dei giocatori presenti sul rettangolo di gioco al momento dell’assegnazione.

Chiamatelo il Messere. Romanista figlio di un laziale, appassionato di calcio e wrestling, tanto da vantare una presenza a WrestleMania. Poi è anche laureato in lingue per le organizzazioni e i servizi turistici, ma niente di serio. Per concludere, ho conseguito il master in giornalismo sportivo da RCS Academy (da Cairo, per intenderci)

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