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Coppa Italia, rivoluzione in vista: format stile FA Cup

Coppa Italia, rivoluzione in vista: format stile FA Cup

La Lega Serie A studia un nuovo format per la Coppa Italia ispirato alla FA Cup. Allargamento alla Serie C, inversione dei campi e stadi di provincia.

Una vera e propria rivoluzione culturale e strutturale potrebbe presto cambiare il volto della Coppa Italia nel panorama del calcio italiano dell’ottobre 2026. Sull’onda dell’apertura del nuovo bando per i diritti televisivi, la Lega Serie A sta valutando la possibilità di ridisegnare radicalmente la competizione nazionale, prendendo a modello la storica e affascinante FA Cup inglese. L’obiettivo dichiarato è superare le polemiche del passato legate al monopolio casalingo delle grandi squadre e al marginale coinvolgimento delle categorie inferiori, aprendo le porte a un torneo più inclusivo, imprevedibile e radicato nei territori.

Benevento, Hellas Verona, Coppitelli, Cesena, Serie B, Pisa, Catanzaro, Cosenza, Cannavaro, Sampdoria, Juve Stabia, Arezzo, pochesci, Mantova-Palermo, inzaghi, Cosenza, Frosinone, Reggiana, Padova, Ascoli, Empoli, Entella, Sudtirol, Catania, Modena, Venezia, Foggia, Vicenza, Cremonese, Mantova, Ascoli, Camporese, Ravenna, Carrarese, Pergolettese, Sambenedettese, Arezzo, Palermo, Coppa Italia

L’allargamento alla Serie C e la valorizzazione degli impianti di provincia

Il cuore pulsante del progetto di riforma, anticipato dalle indiscrezioni de La Gazzetta dello Sport, riguarda il massiccio incremento delle squadre provenienti dalla Serie C. Dal contingente ridotto di sole 4 partecipanti ammesse finora, si potrebbe passare a un blocco compreso tra le 20 e le 32 formazioni, includendo anche le 4 squadre Under-23 dei club di massima serie.

Accanto all’ampliamento numerico, la vera svolta risiederebbe nell’introduzione dell’obbligo di inversione dei campi, imponendo alle big di scendere a giocare negli impianti delle realtà più piccole e meno quotate. Una modifica pensata per riempire gli stadi di provincia, generare entusiasmo popolare e ricalcare quel fascino da Davide contro Golia che rende celebre la coppa d’Inghilterra.

Coppa Italia, le opzioni alternative

Tra le opzioni al vaglio della Lega non figurano soltanto le eliminatorie in stile britannico. La dirigenza sta studiando anche la reintroduzione di una prima fase a gironi, formula già sperimentata nella stagione 2004/05 per incrementare il numero di incontri televisivi appetibili. Ciononostante, i paletti normativi a tutela dei club di vertice sembrano destinati a rimanere saldi: la struttura generale continuerà a preservare l’ingresso in corsa delle prime otto squadre classificate dello scorso campionato di Serie A, che manterranno il privilegio di debuttare nella competizione direttamente a partire dalla fase degli ottavi di finale.

Chiamatelo il Messere. Romanista figlio di un laziale, appassionato di calcio e wrestling, tanto da vantare una presenza a WrestleMania. Poi è anche laureato in lingue per le organizzazioni e i servizi turistici, ma niente di serio. Per concludere, ho conseguito il master in giornalismo sportivo da RCS Academy (da Cairo, per intenderci)

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