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Pescara, guerriglia post-retrocessione: la situazione

Pescara, guerriglia post-retrocessione: la situazione

Notte di violenza a Pescara dopo la retrocessione in Serie C. Scontri tra tifosi e polizia, dieci agenti feriti e ingenti danni. Il bilancio del SAP

Padova-Pescara

Retrocessione e violenza: notte di follia a Pescara

La caduta del Pescara in Serie C ha scatenato una serata di estrema tensione all’esterno dello stadio Adriatico. Quella che doveva essere una contestazione sportiva per l’esito fallimentare della stagione si è trasformata in una vera e propria guerriglia urbana. Secondo quanto riportato da Il Centro, gruppi di facinorosi hanno dato vita a scontri violenti, rendendo il post-partita un bollettino di guerra che nulla ha a che fare con il mondo del calcio.

Il bilancio degli scontri

Il bilancio degli incidenti è pesante: almeno dieci agenti di polizia sono rimasti feriti durante le operazioni di contenimento. La cronaca della serata registra episodi di estrema gravità, caratterizzati dal lancio di pietre, petardi, fumogeni e cassonetti contro le forze dell’ordine. Oltre ai danni inflitti alle auto private e ai mezzi della polizia, si è rischiata la tragedia quando un razzo ha innescato un principio d’incendio sul balcone di un’abitazione privata. La Digos è già al lavoro per visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza e identificare i responsabili.

La denuncia del sindacato: “Dispositivo inadeguato”

Dure le parole di Giampaolo Guerrieri, segretario del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) di Pescara, che ha criticato la gestione dell’ordine pubblico definendo il dispositivo messo in campo, con sole quattro squadre, del tutto inadeguato. Guerrieri ha confermato che sei agenti feriti appartengono ai Reparti Mobili di Senigallia e Roma, mentre altri quattro colleghi si sono dovuti recare in ospedale per farsi refertare. Durante i tumulti sono state lanciate ben 126 bombe carta dentro e fuori l’impianto sportivo, costringendo la polizia a utilizzare 72 lacrimogeni per disperdere i tifosi e tentare di ristabilire la calma.

Chiamatelo il Messere. Romanista figlio di un laziale, appassionato di calcio e wrestling, tanto da vantare una presenza a WrestleMania. Poi è anche laureato in lingue per le organizzazioni e i servizi turistici, ma niente di serio. Per concludere, ho conseguito il master in giornalismo sportivo da RCS Academy (da Cairo, per intenderci)

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