Massimo Coda saluta ufficialmente la Sampdoria dopo la sconfitta contro la Reggiana. Le parole del bomber sul futuro, sul gruppo e sulla mancata promozione

Sampdoria, addio Coda: l’amarezza dopo l’ultima sfida con la Reggiana
L’avventura di Massimo Coda con la maglia della Sampdoria giunge ufficialmente al capolinea. Al termine della sfida contro la Reggiana, il centravanti ha confermato che non rinnoverà il contratto in scadenza tra un mese, sancendo così il suo addio al club ligure. Analizzando il match, Coda ha espresso rammarico per la prestazione collettiva: “A livello di gioco c’eravamo, ma è mancata l’incisività negli ultimi venti metri”. Nonostante un finale di campionato più sereno rispetto alle turbolenze passate, resta l’amaro in bocca per il sogno play-off, sfiorato ma svanito proprio sul traguardo.
La difesa dello spogliatoio: “Eravamo compatti e uniti”
Durante l’intervista rilasciata ai microfoni ufficiali, il bomber ha voluto rispondere con fermezza alle voci esterne che, nel corso dell’anno, avevano ipotizzato uno spogliatoio spaccato. “Ho conosciuto belle persone”, ha dichiarato Coda, “dentro eravamo combattivi e uniti nonostante la pressione costante dei risultati”. L’attaccante ha sottolineato come la coesione umana del gruppo sia stata la forza necessaria per faticare e lottare su ogni pallone, smentendo categoricamente le narrazioni di una squadra priva di identità collettiva.
Il rammarico di un obiettivo fallito: “Volevo la Serie A”
Il momento più toccante del saluto riguarda la missione che Coda si era prefissato al suo arrivo a Genova. Il giocatore ha confessato di portare con sé una ferita aperta: “Sono venuto alla Samp perché volevo riportarla in Serie A, questo è il rammarico che mi resterà dentro per tanto tempo”. Pur riconoscendo l’eccellenza della struttura societaria e l’affetto della piazza, Coda chiude il suo capitolo blucerchiato con la consapevolezza di aver dato tutto, ma con la tristezza di non aver completato la scalata verso la massima serie.