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Padova, Banzato: “Nuovo mister entro giugno, no alla A”

Padova, Banzato: “Nuovo mister entro giugno, no alla A”

Il presidente Banzato traccia il futuro del Padova tra nuovo allenatore, restyling dello stadio Euganeo e la necessità di rinforzare la struttura societaria.

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Padova, il profilo del nuovo allenatore e la gestione dei ruoli

Il presidente del Padova, Alessandro Banzato, ha tracciato le linee guida per il futuro del club biancoscudato in una lunga intervista concessa ai microfoni del quotidiano Il Mattino. Il primo nodo da sciogliere riguarda la scelta della nuova guida tecnica dopo l’ultima stagione travagliata. Il numero uno della società veneta ha chiarito la sua filosofia di gestione, sottolineando l’importanza di rispettare le competenze dei propri collaboratori senza invasioni di campo:

“L’idea è di chiudere la questione entro la prima decade di giugno, per iniziare a lavorare sulla squadra. Ma la scelta non spetta a me, c’è un direttore sportivo che ha tutte le capacità per poter individuare il profilo giusto. Non sono un interventista alla De Laurentiis, e credo che lo spogliatoio sia sacro, io non ci vado mai. Sarebbe un segnale preoccupante per i tifosi se decidessi io, non avendo le competenze tecniche necessarie. Posso solo dire che mi piacerebbe un allenatore “frizzantino”, capace di far divertire la gente con un gioco propositivo”.

Un altro passaggio cruciale delle dichiarazioni del patron ha riguardato lo stato di salute della struttura societaria. Banzato ha ammesso con grande onestà come l’attuale assetto sia ancora troppo leggero per poter reggere l’impatto con palcoscenici più ambiziosi, ponendo l’accento sulla necessità di una crescita aziendale parallela a quella sportiva:

“La struttura del Padova è troppo snella, basta fare un confronto con le altre società che ambiscono a risultati importanti in Serie B per capirlo. Il rafforzamento dell’organigramma è fondamentale: se non sei strutturato, anche un’eventuale salto di categoria diventa difficile da gestire. Oggi non saremmo pronti per la A. Voglio che i ruoli siano coperti da persone competenti, esattamente come succede in azienda. Mi piace essere informato su tutto, ma rispetto rigorosamente i compiti di ciascuno: una volta concordata la linea, ogni responsabile deve portare avanti il suo settore senza interferenze”.

L’analisi della stagione e la conferma della linea della continuità

Il presidente ha poi difeso l’operato della dirigenza, ripercorrendo le difficoltà superate nell’ultimo biennio e spiegando i motivi che lo hanno spinto a confermare la fiducia agli attuali quadri amministrativi e tecnici, nonostante il momento di forte crisi che ha portato all’esonero di Andreoletti:

“Nel calcio contano i fatti. Negli ultimi due anni, in condizioni non semplici visto la scelta legittima della precedente proprietà di ridurre le risorse a disposizione, il direttore sportivo ha centrato due grandi obiettivi come la promozione e la salvezza. Ma non solo. A mio modo di vedere ha gestito molto bene anche il momento di crisi capitato in questa stagione, quando ha scelto di cambiare allenatore. Una decisione presa a malincuore, visto che tutti eravamo legati ad Andreoletti, ma che si è rivelata necessaria. Certo, una retrocessione ci avrebbe portato a qualche altra riflessione, ma in questo momento sostituire il direttore sarebbe stato un errore. Lo stesso vale per l’amministratore delegato Alessandra Bianchi: ha gestito la società quando bisognava “tirare la comprese” e lo ha fatto bene. Siamo tutti sempre sotto esame in base ai risultati, ma la continuità gestionale è un valore”.

Il piano per lo stadio Euganeo sul modello Udinese

In ultima battuta, l’intervista si è spostata sul tema caldissimo delle infrastrutture e sul futuro dello stadio Euganeo. Banzato ha svelato l’esistenza di un piano strategico da sviluppare in sinergia con le istituzioni locali per regalare al Padova un impianto moderno, funzionale e finalmente privo della pista d’atletica:

“Un metodo percorribile è quello dell’accordo con il Comune per la cessione o la gestione per 99 anni, come fatto dall’Udinese, una società che rappresenta un modello per noi. Un club moderno non può prescindere dall’avere uno stadio funzionale e con la nuova curva abbiamo già notato un cambio di passo. La costruzione di una curva speculare sull’altro lato, renderebbe l’aspetto dell’Euganeo diverso. Poi so che esiste un progetto che prevede l’avvicinamento delle gradinate ma non l’ho ancora visto nel dettaglio. Siamo ancora agli albori, ma è un ambito che vogliamo approfondire”.

Chiamatelo il Messere. Romanista figlio di un laziale, appassionato di calcio e wrestling, tanto da vantare una presenza a WrestleMania. Poi è anche laureato in lingue per le organizzazioni e i servizi turistici, ma niente di serio. Per concludere, ho conseguito il master in giornalismo sportivo da RCS Academy (da Cairo, per intenderci)

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