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Trapani, Antonini: “Lettera d’intenti per il Cesena”

Trapani, Antonini: “Lettera d’intenti per il Cesena”

Valerio Antonini rivela a TMW l’intenzione di lasciare Trapani. Il patron ha inviato un’offerta ufficiale per il Cesena e confessa il sogno chiamato Lazio.

Pisa, Cesena

Antonini allo scoperto, inviata una lettera d’intenti ufficiale per il Cesena

Intervenuto ai microfoni di TUTTOmercatoWEB, Valerio Antonini, vulcanico presidente del Trapani, ha tracciato uno scenario a sorpresa sul proprio futuro nel mondo del calcio. Dopo i recenti momenti di tensione e il caos degli ultimi mesi vissuto in terra siciliana, l’imprenditore ha ammesso l’intenzione di valutare nuove opportunità per approdare in Serie B.

Il primo obiettivo concreto sulla lista del patron è il Cesena, club per il quale è già stata avanzata una proposta formale:

“Il Cesena mi piace molto, posso confessare che abbiamo avanzato una lettera di intenti ufficiale. Non spetta a me dire sì o no ma alla proprietà attuale. Se la trattativa non dovesse andare bene avrei già un’alternativa. Cesena però mi piace tanto, è una società storica, mi piacerebbe molto. Ma tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare”.

Il sogno chiamato Lazio e la critica alla sostenibilità del calcio italiano

Nel corso dell’intervista, Antonini non ha nascosto una grande ambizione personale per il futuro, rivelando che il suo vero sogno nel cassetto resta l’acquisto della Lazio, pur specificando che a oggi non vi sono stati contatti di natura ufficiale.

Il patron si è poi soffermato sui problemi strutturali del movimento calcistico italiano, criticando la disparità fiscale rispetto ad altri paesi europei e i costi insostenibili della gestione di un club:

“Oggi bisogna essere onesti: le proprietà italiane non sono più in grado di reggere certi livelli. Non c’è più la possibilità di gestire una società con un solo presidente, lo rende impossibile il rapporto costi-ricavi. Inoltre la cosa più grave è che facciamo parte della Comunità Europea solo a chiacchiere, basti pensare alle tasse che paghiamo rispetto alla Spagna. Oggi il Real Madrid non può comprare un giocatore dieci milioni netti e pagarne due di tasse, mentre noi paghiamo molto di più. Come si fa a far pagare le società di C come quelle di A? Non è possibile”.

Chiamatelo il Messere. Romanista figlio di un laziale, appassionato di calcio e wrestling, tanto da vantare una presenza a WrestleMania. Poi è anche laureato in lingue per le organizzazioni e i servizi turistici, ma niente di serio. Per concludere, ho conseguito il master in giornalismo sportivo da RCS Academy (da Cairo, per intenderci)

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