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Pescara-Spezia, ultima chiamata: dubbi Insigne e Di Nardo

Pescara-Spezia, ultima chiamata: dubbi Insigne e Di Nardo

Il Pescara di Gorgone sfida lo Spezia l’8 maggio: tra la speranza playout e gli infortuni di Lorenzo Insigne e Di Nardo, ecco la situazione dei biancazzurri

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Pescara-Spezia: il “dentro o fuori” dell’Adriatico

Il Pescara di Giorgio Gorgone si prepara a vivere i 90 minuti più lunghi della stagione. Venerdì 8 maggio, allo stadio Adriatico, i biancazzurri affronteranno lo Spezia in quello che è a tutti gli effetti un ultimo, disperato scontro salvezza. La situazione in classifica è critica: il Delfino occupa la diciottesima posizione con 34 punti, a pari merito proprio con i liguri e la Reggiana. Con la salvezza diretta ormai sfumata, l’unico obiettivo rimasto è agguantare un posto nei playout, ma il destino non è più soltanto nelle mani degli abruzzesi.

Infermeria piena, ansia per Lorenzo Insigne

A complicare i piani di mister Gorgone è una situazione infortuni che definire delicata è un eufemismo. Il dubbio principale riguarda Lorenzo Insigne: l’ex stella del Napoli, tornato in Abruzzo per guidare la squadra alla salvezza, è tormentato da un fastidio al ginocchio che ne sta limitando l’impiego nelle ultime settimane. Il fantasista verrà valutato dallo staff medico fino a poche ore dal fischio d’inizio, ma la sua assenza peserebbe enormemente sul carisma e sulla qualità tecnica del reparto offensivo in una gara da “vita o morte”.

Di Nardo a parte, attacco biancazzurro decimato

Non arrivano notizie confortanti nemmeno sul fronte Antonio Di Nardo. L’attaccante, reduce da una stagione di grande sacrificio, è uscito malconcio dalla sfida persa contro il Padova e ha continuato a svolgere allenamento differenziato per tutta la settimana. La sua capacità di far salire la squadra e la sua freddezza sotto porta sono elementi fondamentali per scardinare la difesa dello Spezia. Gorgone spera in un recupero in extremis, consapevole che senza i suoi due alfieri offensivi la rimonta salvezza diventerebbe una montagna quasi impossibile da scalare.

Chiamatelo il Messere. Romanista figlio di un laziale, appassionato di calcio e wrestling, tanto da vantare una presenza a WrestleMania. Poi è anche laureato in lingue per le organizzazioni e i servizi turistici, ma niente di serio. Per concludere, ho conseguito il master in giornalismo sportivo da RCS Academy (da Cairo, per intenderci)

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