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Terremoto Sampdoria, licenziati Mancini e Invernizzi

Terremoto Sampdoria, licenziati Mancini e Invernizzi

Il patron Tey e il CEO Fredberg esonerano i due storici dirigenti blucerchiati. Furia dei tifosi della Sampdoria con striscioni di protesta

Sampdoria

Epurazione in dirigenza, cacciati Andrea Mancini e Invernizzi

La giornata di ieri rimarrà impressa come una delle più convulse e tormentate della storia recente della Sampdoria, scatenando un vero e proprio terremoto societario che ha ferito nel profondo il cuore della tifoseria blucerchiata. Con una decisione improvvisa che ha colto di sorpresa l’intero ambiente, il patron Joseph Tey e il Chief Executive Officer Jesper Fredberg hanno scelto di licenziare in tronco, con effetto immediato, sia il direttore sportivo Andrea Mancini sia il coordinatore dell’area sportiva Giovanni Invernizzi.

L’allontanamento simultaneo di due figure iconiche, profondamente legate alla storia e all’identità del club ligure, è stato vissuto dalla piazza come un parricidio sportivo. Andrea Mancini, figlio dell’indimenticato Bobby Gol, e Giovanni Invernizzi rappresentavano infatti gli ultimi baluardi della tradizione doriana all’interno di un organigramma sempre più globalizzato e distante dal territorio. La scelta della proprietà anglo-americana ha sollevato un’ondata di indignazione immediata tra i sostenitori, i quali hanno deciso di manifestare pubblicamente il proprio dissenso senza troppi giri di parole.

Notte di tensione in casa Sampdoria

La contestazione della gradinata ha preso violentemente corpo nel corso della notte, quando in diversi punti nevralgici della città di Genova e nei pressi delle sedi istituzionali del club sono spuntati numerosi striscioni di protesta. Il principale bersaglio della rabbia popolare è stato Jesper Fredberg, individuato dalla tifoseria organizzata come il vero e proprio mandante operativo e l’esecutore materiale di questa drastica epurazione dirigenziale.

Come riportato prontamente dagli esperti di mercato di Tuttomercatoweb, il testo impresso sui lenzuoli bianchi non lascia spazio a interpretazioni e fotografa alla perfezione il clima di totale rottura tra la dirigenza straniera e la piazza:

“Fredberg: ma tu quando ti levi dai co****ni?”

Nel mirino anche Nathan Walker: spunta una velata minaccia

Il duro scontento della tifoseria blucerchiata non si è esaurito con i messaggi indirizzati al solo amministratore delegato, ma ha finito per travolgere anche Nathan Walker, uomo di fiducia della proprietà e braccio destro del patron Joseph Tey. Anche nei confronti del dirigente britannico è stato esposto uno striscione dal tono decisamente perentorio e intimidatorio:

“Walker: le tue parole ce le ricordiamo”

Il riferimento della tifoseria organizzata è legato con ogni probabilità al teso confronto faccia a faccia andato in scena qualche mese fa presso il centro sportivo di Bogliasco. Subito dopo la nomina formale del nuovo assetto societario, Walker aveva incontrato una delegazione di tifosi per rassicurarli sulla centralità delle bandiere del passato nel nuovo progetto sportivo.

Chiamatelo il Messere. Romanista figlio di un laziale, appassionato di calcio e wrestling, tanto da vantare una presenza a WrestleMania. Poi è anche laureato in lingue per le organizzazioni e i servizi turistici, ma niente di serio. Per concludere, ho conseguito il master in giornalismo sportivo da RCS Academy (da Cairo, per intenderci)

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