Peracchini sulla retrocessione dello Spezia: “Disastro figlio dei contratti avallati da Macia. Che la proprietà Roberts prenda a modello l’era Volpi”.

L’atto d’accusa di Peracchini: “Un patrimonio buttato, i contratti di Macia pesano come macigni”
Il sindaco ha espresso fortissima apprensione per l’immobilismo che regna in via Melara a pochi giorni dalla retrocessione, evidenziando come l’attuale gestione abbia dilapidato in pochissimo tempo quanto di buono costruito negli anni d’oro della massima serie:
“La società non ha ancora manifestato un progetto, anche solo di ripartenza. Questo silenzio preoccupa me e i tifosi. Il rammarico più grande è aver buttato via un patrimonio con la Serie B, dopo la Serie A e soprattutto il fatto di non aver potuto capire quale era il momento di cambiare”.
Peracchini ha poi individuato i principali responsabili del crollo verticale, individuando nella gestione tecnica del settore sportivo la radice del disastro economico e di organico:
“Il disastro è stato fatto prima, con i contratti che Macia e la proprietà hanno avallato e ancora oggi pesano come un macigno. Ma il rimpianto è anche quella retrocessione dalla A, con 9 punti di vantaggio sul Verona dilapidati e quel cambio di allenatore”.
Spezia, la ricetta per il rilancio: il modello Volpi e un ds d’esperienza
Nonostante il clima di forte tensione e sfiducia, il primo cittadino lancia un appello alla famiglia americana al comando del club, indicando una strada già percorsa in passato per trarre la squadra fuori dalle sabbie mobili della terza serie:
“Spero che Roberts non abbandoni lo Spezia e che possa accompagnare il club in un percorso di rilancio. Quando arrivai alla carica, avevamo Volpi che era disamorato dello Spezia e della città: facemmo un accordo triennale e riuscimmo ad ottenere la Serie A al secondo anno. Per me quell’esempio potrebbe essere preso a modello da Roberts, ma serve un direttore sportivo di grande esperienza”.