Alberto Aquilani racconta a DAZN i momenti di panico dopo Palermo-Catanzaro. Un petardo ha colpito un collaboratore dello staff.

Palermo–Catanzaro, caos al triplice fischio: scatta la fuga negli spogliatoi
La tensione accumulata durante una partita così sentita è degenerata proprio nei secondi successivi alla fine delle ostilità. Dagli spalti dell’impianto palermitano è piovuto un folto lancio di oggetti e materiale pirotecnico che ha bersagliato la zona adiacente alle panchine, costringendo i calciatori del Catanzaro a una vera e propria fuga precipitosa verso il tunnel degli spogliatoi per mettersi al sicuro.
A fare piena luce sulla dinamica dei concitati momenti vissuti a bordo campo è stato lo stesso allenatore Alberto Aquilani, intervenuto visibilmente scosso ai microfoni di DAZN durante il post-partita per spiegare i motivi di tanta apprensione.
Le parole di Aquilani: “È scoppiato un petardo”
Il tecnico romano ha voluto subito scindere il comportamento dei calciatori avversari, con i quali non ci sono stati problemi di rilievo, rispetto alla follia di una frangia della tifoseria locale che ha rischiato di provocare una tragedia:
“Io non ci ho capito più niente. È scoppiato un petardo vicino a un collaboratore, che è svenuto e abbiamo dovuto chiamare i soccorsi. Con gli avversari in campo niente di che”.
Il forte boato causato dalla deflagrazione dell’ordigno a ridosso della panchina calabrese ha investito in pieno un membro dello staff tecnico del Catanzaro, crollato a terra privo di sensi a causa dello spostamento d’aria e dello shock acustico. L’immediato intervento dei sanitari presenti a bordo campo ha permesso di prestare le prime cure all’assistente di Aquilani, mentre il resto della delegazione giallorossa cercava riparo all’interno della struttura, macchiando irrimediabilmente i festeggiamenti per una finale meritatamente conquistata sul campo.