La Curva Mare del Cesena lancia una petizione nazionale contro le restrizioni nelle trasferte e l’obbligo della Fidelity Card. Ecco i punti della protesta

La Curva Mare guida la rivolta pacifica
Il cuore pulsante del tifo bianconero è sceso nuovamente in campo, ma questa volta la sfida si gioca lontano dal rettangolo verde. La Curva Mare, insieme a oltre cento gruppi organizzati in tutta Italia, ha dato vita a una mobilitazione senza precedenti per difendere i diritti degli appassionati. Al centro della protesta c’è una petizione nazionale che punta a raccogliere 50.000 firme per portare il dibattito direttamente in Parlamento, chiedendo una revisione profonda delle norme che regolano l’accesso agli stadi e la partecipazione alle trasferte.
L’adesione del popolo cesenate è stata massiccia e immediata. In pochi giorni, solo nel territorio romagnolo, sono state raccolte oltre 2.000 firme, grazie ai banchetti allestiti in tutti i settori dello stadio durante le gare interne e al prezioso supporto del Centro Coordinamento Club. Questa battaglia ha avuto il potere di unire tifoserie storicamente rivali sotto un’unica bandiera, quella della libertà di seguire la propria squadra senza i lacci della Fidelity Card obbligatoria, vista dai sostenitori come uno strumento di controllo eccessivo che penalizza chi vive il calcio con passione costante.
Cesena, trasferte libere e no al caro biglietti
Il manifesto della protesta è chiaro e tocca punti vitali per la sopravvivenza del tifo organizzato e popolare. Oltre all’abolizione della tessera del tifoso per l’acquisto dei biglietti, i firmatari chiedono la fine dei divieti preventivi basati sulla residenza, che spesso impediscono a migliaia di persone di partecipare alle trasferte. Si invoca inoltre un tetto massimo ai prezzi dei settori ospiti e un maggiore rispetto per gli orari delle partite, troppo spesso sacrificati alle esigenze dei palinsesti televisivi a discapito di chi deve affrontare lunghi viaggi.
Il sostegno del club e le vie legali
Il Cesena FC non è rimasto a guardare, schierandosi apertamente al fianco della propria gente. La società ha appoggiato i ricorsi legali contro i provvedimenti restrittivi, come quello presentato al TAR in occasione del divieto per la trasferta di Brescia. Questo clima di compattezza tra club e città sta dando forza a un movimento che non vuole più accettare passivamente decisioni calate dall’alto. La battaglia per riportare i tifosi al centro dello spettacolo continua, con l’obiettivo di trasformare queste migliaia di firme in un reale cambiamento normativo già a partire dalla prossima stagione sportiva.